Gestire il cambiamento per generare valore

Il 6 luglio 2009 alle ore 14,00 in Assolombarda sala Erba (via Pantano, 9 – Milano), Aused organizza un evento speciale fuori calendario sulla gestione del cambiamento. GESTIRE I PROCESSI DI CAMBIAMENTO PER GENERARE VALORE: Una metodologia per la soluzione dei problemi del CIO. Uno strumento molto utile per la gestione dei processi di cambiamento è la TOC. (Theory of Constraints). Si tratta di una teoria manageriale, che è stata sviluppata a partire dalla fine degli anni ’70, atta ad individuare i fattori limitanti dei processi di cambiamento e a garantire, per conseguenza, un ROI elevato. La TOC è una tecnologia soft (fatta da metodi e strumenti) molto potente e di facile apprendimento per la gestione dei processi di cambiamento. Per individuare i fattori limitanti, come i nostri schemi mentali precostituiti (che in gergo TOC vengono chiamati ASSUNTI), trovare soluzioni che li eliminino e stabilire piani per la realizzazione di dette soluzioni, la TOC offre un insieme di strumenti chiamati Thinking Processes Tools organizzati in una procedura base a 6 passi. L’incontro servirà ad approfondire, a livello pratico, la conoscenza di detta teoria e sarà guidato dall’ing. Claudio Vettor, uno dei maggiori esperti dei processi di cambiamento, profondo conoscitore della Teoria dei Constraints. L’incontro è gratuito. Per iscrizioni: http://www.aused.org/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=reg_evento_aused (selezionando la data del 6/7/2009). Sia che si tratti di implementare un nuovo sistema informativo, una nuova tecnologia produttiva, un nuovo sistema di gestione documentale o un nuovo modo di fare marketing, il nocciolo del problema non è la tecnologia utilizzata ma la capacità di superare difficoltà ed ostacoli.

Tutti abbiamo sperimentato difficoltà, lungaggini e, talvolta, fallimenti a causa non della tecnologia ma della tenace resistenza di molti verso tutto ciò che è nuovo e che può determinare modificazioni del modo di operare o diversità dello status all’ interno dell’azienda. Se non si superano questi steccati ed i problemi veri o presunti che ne conseguono, il valore generato dalla tecnologia è molto ridotto, se non in alcuni casi nullo. L’esperienza insegna che ogni volta che si tenta di introdurre un miglioramento, un’innovazione o anche solo di rimuovere dei problemi, nascono delle difficoltà. Per ciascuno di questi problemi ogni responsabile funzionale (dal direttore generale al direttore logistico) avrà un suo punto di vista che spesso non coincide con il punto di vista dei suoi colleghi. Una delle cose più difficili è capire perché un collega assume alle volte posizioni che a noi sembrano assurde, visto che siamo nella stessa barca e remiamo, almeno sulla carta, per lo stesso obiettivo. Il fatto è che spesso tutti possiamo cadere schiavi di schemi mentali precostituiti che consideriamo assolutamente validi. Si pensi a quanto difficile sia stata l’accettazione del fatto che la terra sia rotonda, mentre fino a solo 600 anni fa TUTTI SAPEVANO che era piatta!!! La convinzione ferrea era basata sul fatto che tutti fino ad allora l’avevano pensata così. Nella nostra vita, anche quella professionale, moltissime di queste convinzioni (limitanti) ci guidano, spesso in maniera inconsapevole, nel prendere decisioni e nell’intraprendere azioni. Si capisce bene come assicurarsi che queste convinzioni non siano limitanti è fondamentale per accelerare il cambiamento e generare valore. Gestire i processi di cambiamento vuol dire possedere metodi e strumenti che, superando le barriere fisiche e mentali, ci aiutino a:

• definire un problema in modo che siano chiare le reciproche posizioni, i perché le assumiamo e l’obiettivo in comune

• integrare in un disegno comune punti di vista diversi

• pianificare il raggiungimento di un obiettivo tenendo conto delle risorse a disposizione

• risolvere conflitti e dilemmi

• comunicare efficacemente soluzioni non banali

Uno strumento molto utile per la gestione dei processi di cambiamento è la TOC. (Theory of Constraints). Si tratta di una teoria manageriale, che è stata sviluppata a partire dalla fine degli anni ’70, atta ad individuare i fattori limitanti dei processi di cambiamento e a garantire, per conseguenza, un ROI elevato. La TOC è una tecnologia soft (fatta da metodi e strumenti) molto potente e di facile apprendimento per la gestione dei processi di cambiamento. Per individuare i fattori limitanti, come i nostri schemi mentali precostituiti (che in gergo TOC vengono chiamati ASSUNTI), trovare soluzioni che li eliminino e stabilire piani per la realizzazione di dette soluzioni, la TOC offre un insieme di strumenti chiamati Thinking Processes Tools organizzati in una procedura base a 6 passi. L’incontro servirà ad approfondire, a livello pratico, la conoscenza di detta teoria e sarà guidato dall’ing. Claudio Vettor, uno dei maggiori esperti dei processi di cambiamento, profondo conoscitore della Teoria dei Constraints.

A G E N D A

14,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti

14,30 Saluto e introduzione AUSED 14,45 Fondamenti di TOC

15,30 Esempi e casi Aziendali 16,00 Formazione gruppi di lavoro

16,15 Coffee break 16,30 Applicazione pratica (lavoro di gruppo)

17,30 Discussione e conclusioni 18:00 Chiusura lavori Per informazioni:

Segreteria Aused tel. 02-5464747 fax. 02-55185875 Email:aused@aused.org Internet: www.aused.org

Convegno Nazionale AUSED: “Il valore dell’IT in questa fase di trasformazione dell’economia e della società: chi sono gli attori?”

top_bannerMilano, 27 aprile 2009. Si svolgerà Giovedì 21 maggio 2009 a partire dalle ore 9,00 il Convegno Nazionale Direttori Sistemi Informativi, organizzato dall’AUSED, che per l’occasione compie 33 anni di attività associativa. La sede del Convegno sarà il CIRCOLO DELLA STAMPA – Palazzo Serbelloni di Corso Venezia, 16 a Milano.

Il tradizionale Convegno dei Direttori dei Sistemi Informativi, che con l’evento di quest’anno festeggia i trentatre anni di vita dell’Associazione, rinnova un sentito appuntamento non solo dei Soci AUSED ma degli attori IT tutti: amici e simpatizzanti dell’Associazione, o solo colleghi operatori in questo comparto aziendale. Quest’anno il Convegno cade nel mezzo di una fase delicata per il Paese, per le Aziende e per l’economia in generale. Il Convegno si pone l’obiettivo di valutare realisticamente come l’IT possa agire da leva di trasformazione “vincente” a supporto di chi voglia cogliere l’opportunità di utilizzare le riflessioni in atto in un momento di riorganizzazione e sviluppo innovativo. La domanda retorica “Quali sono gli attori?” presuppone una risposta implicita: tutti coloro che, al di là delle contingenze, sapranno traguardare verso il mercato che ci attenderà dopo il passaggio della rivisitazione in corso; terreno altamente fertile per una IT orientata a supportare con capacità e concretezza i processi di cambiamento necessari. Su questi spunti si soffermeranno gli autorevoli relatori, chiamati a sostanziare l’incontro con lo spessore delle proprie esperienze e idee. Al termine è prevista anche una tavola rotonda moderata dalla Gartner intitolata “Ridimensionarsi o cambiare: come può l’IT aiutare il Paese a uscire dalla crisi economica?”

 

A G E N D A

9,00 Registrazione

9,30 Apertura lavori – Erminio Seveso Presidente AUSED

9,40 Il contesto economico e finanziario mondiale: quale futuro? – Umberto Bertelè Professore ordinario di Strategia e Sistemi di Pianificazione al Politecnico di Milano – Presidente MIP

10,10 La crisi economica e le dinamiche del settore Sanità – Daniel Lapeyre Amministratore Delegato sanofi-aventis e Vicepresidente Farmindustria

10,35 La gestione dell’ICT nelle situazioni di crisi: rimane spazio per l’innovazione? – Piero Masera Managing Director AlixPartners

11,00 Il valore delle tecnologie informatiche nello sviluppo dei Servizi Regionali Alberto Daprà Presidente Lombardia Informatica

11,25 Coffee break

11,50 Il CIO è un protagonista della trasformazione in atto nelle aziende? – Mario Pepe Partner di Egon Zehender International

12,15 L’IT al tempo della crisi. L’impatto sull’offerta e strategie di sopravvivenza - Massimo Pezzini Vice President & Gartner fellow

12,40 TAVOLA ROTONDA Ridimensionarsi o cambiare: come può l’IT aiutare il Paese a uscire dalla crisi economica? –  Chairman: Massimo Pezzini Vice President & Gartner fellow; partecipano:  Franco Mazza, Amministratore Delegato AIVE, Sergio Barbonetti, Amministratore Delegato Easynet, Pierdomenico Iannarelli, Country Manager Micro Focus, Francesco Maderna, Amministratore Delegato NPO Business Solutions e Tatiana Rizzante, Amministratore Delegato Reply.

13,45 Chiusura dei lavori e buffet

 

La partecipazione al Convegno è gratuita sino a esaurimento dei posti disponibili. Si prega di dare una cortese e sollecita conferma alla: Segreteria AUSED Viale Umbria, 49 – 20135 Milano Tel. 02 54 64 747 – Fax 02 55 18 58 75 Sito Internet: www.aused.org e-mail: aused@aused.org

Il Convegno è organizzato grazie al contributo di: AIVE Group, Cegedim-Dendrite, Easynet Global Services, Micro Focus, Gruppo Npo e Reply.

Seminario AUSED: Amministratori di sistema

Approccio “minimo antirischi” per adeguare  il Sistema Informativo

 

Giovedì 30 aprile 2009 alle ore 9,00 presso ASSOLOMBARDA – Sala Falk, Via Chiaravalle, 8 a  Milano si svolgerà l’incontro dal titolo “Amministratori di sistema: approccio ‘minimo antirischi’ per adeguare il Sistema Informativo”.

Un recente provvedimento del “Garante Privacy” è intervenuto sul “Codice in materia di protezione dei dati personali” (d.lgs. 196/2003). Le modifiche riguardano la compilazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) e, per alcune tipologie di trattamento, l’applicazione delle misure di sicurezza, con particolare riferimento agli amministratori di sistema per i quali le aziende dovranno adottare specifiche misure tecniche ed organizzative.

Si tratta di un intervento con un impatto estremamente alto, che rischia di creare problemi di processo in tutte le aziende. L’argomento suscita sempre delle perplessità e, anche in questa occasione, si rilevano possibili interpretazioni contrastanti che necessitano una serie di chiarimenti.

L’Osservatorio per la sicurezza di Aused ha organizzato per il 30.04.08 un incontro con i maggiori esperti del settore per dibattere questi argomenti e consentire ai responsabili della sicurezza ICT di prendere i dovuti provvedimenti.

L’incontro, dopo la presentazione dell’argomento da parte del chairman, si svolgerà secondo il format della Tavola Rotonda durante la quale il coordinatore avrà modo di stimolare i relatori sull’argomento e nella sessione finale anche i partecipanti potranno rivolgere ai relatori le domande utili per i chiarimenti del caso.

Per rendere ancora più interessante l’incontro e il più esaustivo possibile alle problematiche delle aziende, Vi proponiamo di comunicarci via e-mail una/due domande che ritenete essenziali per il chiarimento dell’argomento. Le domande saranno raccolte e organizzate per temi simili e saranno sottoposte ai partecipanti alla Tavola Rotonda.

Le domande andranno indirizzate a aused@aused.org.

 

 

A G E N D A

 

 

 

9.00         Registrazione dei partecipanti

 

9,30       Saluto e introduzione AUSED

 

9,45         Presentazione del provvedimento “Amministratori di Sistema” del Garante Privacy, d.lgs. 196/2003

 

Dario Forte, CISM, CFE

Founder and Ceo DFLabs Italy

Coordinatore dell’evento.

 

10,00       Tavola rotonda

con la partecipazione di

Dario Forte, coordinatore

Gabriele FAGGIOLI : consulente legale

CIO ::::

Responsabile HR Azienda Associata (da confermare)

Analista strategico IT (è stato invitato il Prof. Capitani di Netconsulting)

…Responsabile linea di business Security – VERIZON Business

Nel corso della tavola rotonda avremo  un momento di pausa per un Coffee break

 

Le domande e risposte dei presenti sono benvenute durante tutta la sessione di tavola rotonda.

 

12,45  Chiusura lavori

 

 

La manifestazione è stata realizzata da Francesca Gatti, Dario Forte e Carlo Galimberti del GdL ‘Osservatorio Sicurezza e Compliance’ dell’AUSED

.

Via Chiaravalle è in prossimità di Pzza Missori ed è raggiungibile preferibilmente con i mezzi pubblici (MM Linea 1 “rossa” fermata Duomo, Linea 3 gialla fermata Missori; tram 12, 27 fermata Albricci-Larga ).

 

Per aderire all’evento:

Segreteria Aused

tel. 02-5464747 fax. 02-55185875

Internet www.aused.org  (compilando l’apposito form)

Email: aused@aused.org

 

Sperando in una partecipazione numerosa, per motivi organizzativi preghiamo di comunicare per tempo la propria adesione.

Aiutare i terremotati con l’Associazione Delos Books

Da giovedì 9 aprile a domenica 12 l’intero ricavato della vendita di libri Delos Books sulla libreria online Delos Store sarà devoluto a favore della Croce Rossa Italiana – Emergenza Terremoto Abruzzo

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Comprare un libro per aiutare chi ha bisogno. In queste ore sono tante le iniziative di solidarietà a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo, e anche l’Associazione Delos Books vuol fare la sua parte. La formula scelta è molto semplice: l’intero ricavato della vendita di libri Delos Books che verrà raccolto tra giovedì 9 aprile e domenica 12 aprile tramite la libreria online Delos Store — www.delosstore.it — verrà versato lunedì mattina sul conto corrente della Croce Rossa Italiana aperto per l’Emergenza Terremoto Abruzzo. Ai lettori appassionati di fantascienza, fantasy, mystery, o interessati agli altri libri Delos Books (come i vari manuali di scrittura) chiediamo di darsi da fare e comprare i libri che a loro interessano. Tutti i libri Delos Books rientrano nell’iniziativa, incluse le ultime novità come i libri della serie di Charlaine Harris dai quali è tratta la serie True Blood, o il romanzo Il chiosco di Bruce Sterling o ancora La guida 2009 agli editori che ti pubblicano, che sta avendo grande successo. Non viene chiesta una donazione a fondo perduto, ma di acquistare libri. Magari di acquistarne qualcuno più del solito, e magari di farlo sapere alle persone che si conoscono che possano essere interessate, incoraggiandole ad acquistare entro questi quattro giorni. Sarà un modo per fare qualcosa di utile per chi ha bisogno.

Il sito Delos Store: www.delosstore.it/delosbooks

AUSED: Rinegoziare le relazioni di it e tlc sourcing nell’ottica della efficienza economica.

Come ridurre o riallocare il budget, razionalizzare gli acquisti, standardizzare i contratti.

 

Giovedì 23 aprile 2009 alle ore 14,00 presso lo  Star Hotel Ritz di Via Spallanzani, 40 a Milano  si svolgerà l’incontro dal titolo “Rinegoziare le relazioni di it e tlc sourcing nell’ottica della efficienza economica. Come ridurre o riallocare il budget, razionalizzare gli acquisti, standardizzare i contratti”.

In un contesto economico sempre più complesso dove i sistemi informativi giocano un ruolo via via più importante nel supporto alla definizione della strategia aziendale i budget per le direzioni IT sembrano ridursi lasciando sempre meno spazio agli IT manager per far fronte alle richieste del business.

Sempre più ricorrenti sono domande del tipo: “Come faccio a comprimere i miei costi di gestione per poter dedicarmi ai nuovi progetti?”, “A fronte di una riduzione del mio budget IT dell’ordine del doppio ‘digit’ come faccio a offrire lo stesso livello di servizio a miei utenti?” oppure ancora “Come fa l’azienda a non capire come il lock in tra fornitore e cliente rende per la mia direzione impossibile comprimere i costi ricorrenti?”

Ridurre i costi unitamente al mantenimento del medesimo livello di servizio per gli utenti e alla conferma di relazioni stabili con i fornitori IT sono i dilemmi che attanagliano la maggior parte degli IT manager italiani e non.

Missione impossibile o sfida stimolante?

Il corso si propone di illustrare ai partecipanti un possibile approccio metodologico per l’avvio di un progetto di revisione dei rapporti contrattuali IT e TLC in essere nell’ottica di una riduzione dei costi, di una semplificazione e standardizzazione nella quotidiana gestione dei fornitori e di aumento della qualità dei servizi acquistati.

L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti tecnici ed operativi per rinegoziare “intelligentemente” ed “efficacemente” le relazioni di acquisto in essere e quelle future.

Conoscere la controparte, ridurre l’asimmetria informativa e definire una strategia negoziale chiara e consapevole sono gli ingredienti di successo per affrontare un progetto che abbia la duplice finalità di ridurre il budget IT e aumentare il servizio per gli utenti aziendali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A G E N D A

 

 

 

14.00    Rgistrazione partecipanti

 

14.30    Definire un approccio strutturato alla             rinegoziazione dei contratti informatici finalizzati alla riduzione dei costi e all’aumento dell’efficienza della relazione di sourcing

 

15.30    Coffee break

 

 

15.45    Tecniche e metodologie di rinegoziazione dei contratti informatici

 

16.45    Metodologie, strumenti e meccanismi operativi di monitoraggio dei contratti informatici al fine di ridurre gli extra budget

 

17.30   Domande/risposte e Chiusura lavori

 

 

 

 

La manifestazione è stata realizzata dai Docenti del MIP – School of Management Politecnico Gabriele Faggioli e Andrea Chessa in collaborazione con AUSED.

 

Via Spallanzani è raggiungibile preferibilmente con i mezzi pubblici (MM Linea 1 “rossa”, zona Buenos Aires fermate Venezia/Lima).

 

 

Per aderire all’evento:

 

Segreteria Aused

tel. 02-5464747 fax. 02-55185875

Internet www.aused.org (compilando l’apposito form)

Email: aused@aused.org

 

Sperando in una partecipazione numerosa, per motivi organizzativi preghiamo di comunicare per tempo la propria adesione.

 

Il ruolo dell’usabilità nell’interazione con l’utente

di Antonio Marchese, Amministratore delegato di Visiant Galyleo

 

L’Obiettivo dell’usabilità è trasferire l’informazione che serve in modo corretto, completo e più velocemente utilizzabile .

Secondo Flower e Hayes,  se la scrittura è un processo di comunicazione, chi scrive deve riconoscere l’altra parte, ossia il lettore.

E’ fondamentale, come prima cosa, capire chi sono i nostri utenti, in quanto sono gli utenti che decidono quanta attenzione prestare ad un documento, o in generale ad una interfaccia utente di una applicazione informatica.

Ad esempio, chi compra un televisore non legge il manuale, pensa solo a inserire la spina e ad accenderlo. Non si può dare per scontato che le persone leggano un manuale utente solo perché esiste, così come non si può dare per scontato che prima di utilizzare una applicazione, ad esempio un totem in un ufficio postale o in un aeroporto, gli utenti leggano attentamente le istruzioni.  

Se si hanno procedure complicate, o scritte male, o poco user friendly, le persone preferiranno lasciar perdere piuttosto che iniziare. Ecco perché spesso, quando si entra ad esempio in un ufficio postale, il totem per pagare i bollettini fai-da-te è spesso vuoto, mentre la fila allo sportello può durare ore.

La maggior parte delle persone usa un manuale come ultima spiaggia; non lo legge, ma ci si butta quando vi sono problemi che non si sanno risolvere  o quando  deve completare un’attività poco nota.  Allora cerca, salta le pagine, le scorre.

In ambito lavorativo le variabili più salienti sono la mancanza di tempo e lo stress di lavoratori troppo occupati. Non hanno tempo di perdersi in documenti densi e complicati.

Ciascuno di noi, nell’esperienza di tutti i giorni, si sarà accontentato, di fronte a una spiegazione troppo complicata di funzioni di un videoregistratore o del forno, e avrà eseguito funzioni più basic o avrà trovato, dopo molti tentativi,  la procedura più corretta. Spesso ci sarà capitato di renderci conto, magari dopo un anno, che la procedura corretta era molto più rapida ed efficace.

La documentazione o una applicazione è utilizzata come fosse uno strumento.

L’approccio è perciò “leggere per fare” e non “leggere per imparare”. Quindi si salta da un capitolo all’altro, o da una finestra all’altra,  si cerca la procedura corretta, si cerca di  capire variabili e limitazioni alla propria azione e poi si agisce.

Le domande che l’utente si pone sono di tipo problem- driven (”perché non funziona?) o task-driven (”come faccio a …?”), ma quasi mai sono system-driven (”come funziona?”).

Il significato di quanto si legge non risiede nel testo ma nella “testa” di chi ha scritto e di chi leggerà e “decodificherà” il messaggio. Poiché ogni essere umano ha delle sue caratteristiche specifiche, un testo può essere interpretato in modi diversi, tanti quanti sono i suoi lettori.

I lettori interpretano pertanto un documento alla luce delle loro conoscenze e aspettative.

Una montagna vista da un alpinista è diversa da quella vista da un turista della domenica. Un documento che si discosta da questo schema diventa difficile da interpretare e da “mappare” sulle proprie conoscenze.

Quindi  sbagliare un’analisi degli utenti produce una documentazione spesso voluminosa ma inutile con costi fuori misura:

-  maggior tempo per realizzare una documentazione molto più lunga e complessa di come dovrebbe essere

- maggior presenza di informazioni inutili

- maggiori costi di manutenzione per intervenire a posteriori su richiesta del cliente per apportare modifiche

- maggiori costi di help desk per rispondere a domande di utenti che non riescono a consultare la documentazione

A tutto questo c’è una soluzione, una formula che permette di dare vita a una documentazione “good enough” per quel tipo di utenza. Di seguito si riportano i passi da seguire per produrre una documentazione utente – o interfacce per l’end user  - più usabili.

In primis, occorre innanzi tutto spostare la nostra attenzione dal prodotto, tipico di chi promuove (marketing), sviluppa e collauda all’utente. Si chiama user-centered approach verso un product-centered approach.

In questo modo si favorisce:

·         L’enfasi sull’utente (identificando eventuali profili differenti), rispetto all’enfasi sul prodotto

·         L’utilizzo di terminologia adeguata al livello tecnico dell’utente, rispetto ad una terminologia tecnica indipendente dai diversi profili utente e spesso non ben compresa anche dall’utente esperto

·         L’identificazione dei task dell’utente e spiegazione dettagliata dei task specifici

 

Si raccomanda, quindi, di:

·         tenere in considerazione le conoscenze già implicite dell’utente o di quelle mancanti in modo da non dare per scontate informazioni utili alla comprensione e all’utilizzo dell’interfaccia end-user

·         Trovare un modo di sapere come la pensa l’end-user. Dipende molto dalla situazione e dal contesto. Rendere partecipe l’utente ma senza fargli perdere troppo tempo!

·         Utilizzare le opinioni degli utenti. Questo principalmente per:

1. comprendere il loro livello e confrontarlo con quello che è stato definito in fase di analisi.  Si ha l’opportunità con questa esperienza di affinare tecniche di intervista, di sviluppare una capacità di comprensione verso gli utenti.

2. capire quali sono gli argomenti più richiesti ma che non soddisfano abbastanza.

3. mediare sempre le richieste dell’utente.

 

In secondo luogo, occorre un approccio di role-taking.

Per rendere concreto l’approccio ‘user centered’, che inizia ad affermarsi su larga scala alla fine degli anni 80, si riconosce l’importanza non solo delle capacità e dei vincoli fisici e cognitivi dei singoli utenti, ma anche delle relazioni culturali, sociali e organizzative, nonché degli artefatti cognitivi distribuiti nell’ambiente che influenzano il modo di lavorare dell’uomo.

Occorre pertanto mettersi sempre nei panni dell’utente, o meglio osservare l’utente al lavoro: è l’unico vero modo per capirlo ed immaginarsi/anticipare ciò di cui ha bisogno.

Facendo riferimento al modello di comunicazione, se si vive personalmente la modaltà di lavoro dell’utente si sapranno individuare i suoi bisogni, il suo modo di accedere all’informazione e le sue difficoltà.

Pertanto, affinché un prodotto sia adeguato ai bisogni e alle aspettative degli utenti finali, occorre conoscere bene le caratteristiche degli utenti, le attività che svolgono e il contesto organizzativo e sociale nel quale sono inseriti e operano.

Per quanto attiene invece la facilità di comprensione e di utilizzo, allo stato attuale, sono disponibili principi di usabilità e linee-guida di progettazione consolidati, basati sulle conoscenze degli aspetti cognitivi e comportamentali dell’interazione uomo-computer, che possono agevolare la realizzazione di un prodotto usabile.

Tuttavia, questi aspetti non sono sufficienti. Per garantire l’usabilità è di fondamentale importanza confrontarsi costantemente con gli utenti finali, con coloro che saranno direttamente operativi sul prodotto una volta rilasciato, per verificare, valutare e, eventualmente, misurare le scelte di progettazione in termini di reale soddisfacimento dei requisiti utente.

Rischi e potenzialità dell’Enterprise 2.0

di Antonio Marchese, Amministratore Delegato Visiant Galyleo S.p.A.

 

 

 

v_galyleo_rgb_72dpiRipropongo queste mie recenti riflessioni sui temi dell’Enterprise 2.0 per apportare alcune precisazioni in modo tale da evidenziare la fonte di alcuni interventi precedentemente non menzionati.

 

I modelli di business tradizionali si sono basati su processi ed iterazioni che sono rimasti immutati per almeno cento anni. I modelli tradizionali si basano su un approccio gerarchico, presumendo che tutte le migliori idee vengano dai capi ai vertici dell’organizzazione. Sfortunatamente, questi modelli creano barriere nell’utilizzo delle conoscenze e delle esperienze di tutti gli individui che appartengono ad una impresa.

 

Tuttavia, iniettando in queste organizzazioni alcuni paradigmi del Web 2.0 quali ad esempio blog o social forum questi modelli di business possono attingere al patrimonio informativo di tutti gli impiegati, partner e clienti, capitalizzandone le competenze, aumentando la produttività, snellendo i processi, aumentando il vantaggio competitivo, attirando e trattenendo i talenti ed altro ancora.

 

Nel caso di tecnologie Web 2.0 applicate alle imprese è più corretto parlare di Enterprise 2.0.

Andrei McAfee, della Harward Business school, è stato il primo ad usare questo termine definendolo “l’uso in modalità emergente di piattaforme di social software all’interno delle aziende o tra le aziende ed i propri partner e clienti”.

 

Navigando sul Web è possibile trovare diversi punti di vista riguardo questo fenomeno. Secondo le tesi del Dott. Quintarelli di OpenKnowledge, nell’articolo pubblicato sul sito di 7thfloor (http://www.7thfloor.it) “L’enterprise 2.0: la rivoluzione dei social media entra nelle imprese” del 15/06/2008 : “ La spinta sta arrivando da una nuova generazione di giovani abituati alla tecnologia Web 2.0 che offre livelli di collaborazione e di flessibilità enormemente superiori rispetto a quelli che vediamo oggi nelle Intranet. L’introduzione di approcci tipici del Web 2.0 dentro l’azienda, spesso descritta come “consumerizzazione dell’impresa”, sta diventando un fenomeno sempre più significativo (per Gartner è “un mega trend irreversibile”) con impatti sul business, sui Clienti, sulla tecnologia”.

 

Se il web prima maniera ha toccato innanzitutto le modalità operative delle imprese, l’Enterprise 2.0 stravolge uno strato di ordine superiore, quello preposto a innovazione ed efficienza con una forte spinta verso la cooperazione creativa, l’ascolto dei clienti, la riduzione dei costi, la capitalizzazione della conoscenza, l’aumento della flessibilità, gli strumenti di collaborazione”.

 

Molte aziende, quali Pixar, P&G, Mc Donald’s, Motorola, Pfizer, AT&T, Enel, adottano già questo paradigma. Sui vari forum e blog di internet è uno dei fenomeni più in vista e dove c’è maggior fermento ed interesse, al punto da organizzare eventi internazionali, come “l’International forum on Enterprise 2.0” dello scorso 25 giugno 2008. Nell’homepage http://enterprise2forum.it è possibile leggere:

L’Enterprise 2.0 si è imposta a livello internazionale come cambiamento radicale nel modo di operare delle organizzazioni per migliorare le performance, ridurre i costi, diffondere l’apprendimento, sostenere l’innovazione, costruire appartenenza e motivazione.”

 

“Un’innovazione che rompe paradigmi e apre percorsi di lavoro: dalle modalità top down a quelle distribuite, dai modelli chiusi a quelli aperti e interconnessi, dal controllo all’agilità, dalla gerarchia all’organizzazione a stella.”

 

Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione.

Ovviamente questo approccio, che si basa su concetti di network, community, relazioni, azioni volontarie e non comandate, evoluzione continua,  si scontra con il classico modello organizzativo di una azienda, basato su un approccio gerarchico, con decisioni che vengono prese in alto e calano verso il basso, ove è deciso cosa deve fare ciascuna persona, dove le organizzazioni cambiano solo in certi momenti e sempre per volontà dei vertici. La sfida è nel capire che questi modelli non devono essere mutuamente esclusivi, ma occorre trovare un equilibrio che consenta di beneficiare degli aspetti positivi dell’uno e dell’altro approccio. 

Spesso l’Enterprise 2.0 è usato non solo per indicare l’introduzione e l’implementazione di social software all’interno di un’impresa, ma anche per evidenziare i cambiamenti sociali ed organizzativi che ne derivano. Al concetto di Enterprise 2.0 sono state date diverse altre definizioni: a titolo di esempio, Enterprise Web 2.0 per Dion Hinchcliffe e Social Computing per Forrester.

 

Dal punto di vista tecnologico l’Enterprise 2.0 comprende l’applicazione di strumenti di social computing riconducibili  al Web 2.0 – ovvero blog, wiki, RSS e Folksonomie – e, in una accezione allargata, l’adozione di nuovi approcci tecnologici ed infrastrutturali come SOA, BPM, RIA e di nuovi modelli di offerta come il Software-as-a-Service. Ciò perché l’approccio collaborativo in una azienda di informatica non è soltanto una moda, ma sta diventando una necessità non solo del singolo individuo ma anche delle organizzazioni. Se prima infatti un programmatore, per svolgere il proprio lavoro, aveva bisogno per lo più di conoscere un linguaggio di programmazione, e quindi utilizzava tendenzialmente un solo manuale, oggi scrivere software significa configurare web server, prodotti di middleware, utilizzare classi java scritte e documentate da altri, linkare web services esterni, e per fare tutto ciò avere contatti e relazioni con una comunità “virtuale” abilita al riuso di componenti software e allo sfruttare soluzioni già adottate con successo da altri, senza necessità di partire ogni volta da zero, con risparmio considerevole di tempo e di denaro.

 

Anche per l’Osservatorio Enterprise 2.0 delle School of Management del Politecnico di Milano, il termine indica una visione molto più ampia di evoluzione del modello organizzativo e tecnologico dell’impresa che comprende la creazione di una architettura adattativa (SOA e BPM), l’applicazione di strumenti collaborativi tipici del Web 2.0 e l’utilizzo della tecnologia come piattaforma abilitante dei processi e delle relazioni (Virtual Workspace).

 

A titolo esemplificativo, alcuni strumenti specifici dell’Enterprise 2.0 sono:

 

          Motori di ricerca su dati non strutturati

          Wiki

          Weblog

          Social bookmarking e folksonomia

          Feed RSS

          Collaborative planning software per la pianificazione e la gestione di progetti “condivisa”

          Social network

          Real time communication come chat, audio e video conferencing ed ambienti virtuali

          Prediction Market per le previsioni di vendita, risk managment ed identificazione di prodotti, progetti o idee di successo

          SOA

          BPM

          Mashup e Open Api

 

“Strumenti che rispondono ad esigenze variegate di asincronicità, condivisione e forze dei legami interpersonali” – continua Quintarelli su 7thfloor- .

“Se, per esempio, ad un gruppo di lavoro fortemente connesso i wiki permettono una collaborazione semplice, efficace e flessibile, in comunità meno coese come quelle dei professionisti è più naturale rimanere in contatto, condividere documenti e supportarsi l’un l’altro tramite un social network.

 

Scenari di impiego ed alternative certo non mancano, come indica, per esempio, la recente attenzione verso l’analisi dei network sociali o i prediction market. Anche dal punto di vista economico, il fenomeno Enterprise 2.0 cresce velocemente con un valore stimato da Forrester Research pari a 4,6 miliardi di dollari nel 2013 e con il 56% delle aziende europee e nord americane che considera quest’ambito strategico già per il 2009. Tra le ragioni di questo interesse il guadagno d’efficienza e la spinta competitiva.

 

In un contesto sempre più globale e dinamico, ridurre costi e capitalizzare la conoscenza diventano questioni di sopravvivenza, mentre continuare ad apprendere è l’unica possibilità per stare al passo con un mercato ormai simile ad una grande conversazione.

 

L’Enterprise 2.0 deciderà nei prossimi anni il futuro di interi settori. Una sfida centrale e affascinante che già oggi è possibile affrontare più con la passione e l’attenzione alle persone che con i bit delle applicazioni web.”

 

Oltre a promuovere cambiamenti all’interno di una azienda, l’Enterprise 2.0 può essere una opportunità veramente interessante nella relazione con il Cliente.

 

Visitando ad esempio il portale delle RayBan, nota marca di occhiali, è possibile uploadare una propria foto e “provare” letteralmente – in modo virtuale – gli occhiali tra centinaia di modelli, stampando poi la foto con indossato il modello che si preferisce. Questo che in apparenza può sembrare un gioco, è in realtà ancora un’opportunità per l’azienda di verificare direttamente con il mercato l’appealing di una nuova collezione, ancor prima di mandarla in produzione.

 

Per quanto sopra detto, gli ostacoli principali che possono frenare l’adozione di strumenti Web 2.0 all’interno di una impresa sono essenzialmente di 2 tipologie: la resistenza interna al cambiamento, all’utilizzo di tecnologie innovative che cambiano la cultura del lavoro e della collaborazione, e le scarse conoscenze sui temi della sicurezza.

Uno dei punti chiave da capire è se i servizi Web 2.0, già molto popolari a livello consumer, saranno utilizzati all’interno dell’azienda attraverso un processo pianificato e sicuro oppure se subiranno una spinta dal basso, attraverso i dipendenti e senza l’”approvazione” dell’IT.

Su questo punto un approfondimento è stato fatto da Davi Bowen, consulente web di Bowen Craggs & co, sul Financial Times del 21 ottobre scorso e ripreso dal Sole 24 Ore in data 30 ottobre.

 

Il punto di vista di Bowen supera la visione tecnica e omnicomprensiva del Web 2.0 (o dell’Enterprise 2.0) ma preferisce concentrarsi sui singoli concetti che lo compongono, classificandoli secondo 2 direttrici ortogonali.

In sintesi, Bowen suggerisce di utilizzare una matrice a doppia entrata dove vengono posti a confronto concetti nuovi e concetti “datati”.

Una dimensione ha a che fare con il concetto di “territorio”, indicando da sinistra verso destra ciò che si controlla, ossia ciò che è ospitato sui propri server (“Home web”) da ciò che non si controlla, ossia ciò che è contenuto di altri (“Web esteso”: YouTube, siti e blog di altre persone, social media): vi sono enormi opportunità ma occorre essere prudenti.

 

L’altra dimensione è relativa ad una diversa forma di controllo. In un estremo il “web verticale” ossia la comunicazione tradizionale, un annuncio, un bilancio annuale, una pubblicità: essenzialmente canali ad un senso. All’estremo opposto il “web orizzontale” che è dove puoi dialogare con i consumatori o con chiunque altro. Il web orizzontale offre grandi opportunità, ma è difficile scegliere la strada giusta e i rischi sono maggiori.

 

Il diagramma di Bowen porta a riflessioni molto importanti.

 

In primo luogo non ha molto senso separare il vecchio dal nuovo. Il podcast può essere “fashion” ma rientra in un concetto di comunicazione controllata e a senso unico. I forum esistono da molto tempo, ma sono conversazioni vere che non si possono controllare. Devono pertanto essere gestite abilmente, alla stregua dei blog.

 

In secondo luogo il web ha moltiplicato i rischi per le aziende, visto che la rete può far circolare velocemente contenuti a rischio, sostenuti da relativamente pochi fatti verificabili on-line.

 

Terzo, i contenuti verticali rimangono potenti. Il sito web di una azienda rimarrà la proprietà più importante on-line, perché rappresenta la voce ufficiale dell’organizzazione. D’altra parte la sua rilevanza crescerà di concerto con la circolazione delle voci sul web allargato: la gente vorrà sapere la posizione ufficiale della società.

AUSED e la Dematerializzazione dei documenti e gli impatti dei nuovi regolamenti

Il 26 marzo alle ore 14,00 presso lo STARHOTEL RITZ di via Spallanzani, 40 a  Milano  si  svolgerà l’incontro dal tema “Dematerializzazione dei documenti  e gli impatti dei nuovi regolamenti”
La gestione di un volume in costante crescita di documenti cartacei rappresenta oggi una delle principali aree di inefficienza per aziende ed enti pubblici.
Tutti i processi di gestione documentale cartacea sono infatti caratterizzati da eccessiva onerosità, difficoltà di condivisione e archiviazione, tempi di ricerca elevati, facilità di errori, smarrimenti ed altre più o meno costose inefficienze.
Ecco perché il tema della dematerializzazione è diventato oggi di grande attualità: pubblica amministrazione, imprese e studi professionali hanno intuito da tempo gli enormi risparmi di costi diretti ed indiretti conseguibili con una gestione documentale in modalità totalmente digitale.
Il quadro legislativo attuale e lo stato dell’arte di una tecnologia oramai ampiamente collaudata consentono una piena validità giuridica e una completa affidabilità tecnica dei processi di digitalizzazione in ambito amministrativo, dove circolano i flussi documentali quantitativamente più rilevanti (pensiamo al caso del ciclo di fatturazione attiva e passiva) e con obblighi normativi di conservazione nel tempo (dieci anni) meno vincolanti.
Il distacco dalla carta necessita indubbiamente, oltre che di un superamento delle resistenze culturali e psicologiche certamente esistenti, di una riprogettazione dei processi amministrativi, sia in ambito pubblico che  privato,   attraverso   l’utilizzo   diffuso  dei
nuovi strumenti abilitanti: firma digitale, validazione temporale, fatturazione elettronica, posta elettronica certificata.
Pur essendo solo agli inizi di un processo per certi versi rivoluzionario e certamente inarrestabile , i casi di successo ad oggi non mancano.
In ambito privato, diverse aziende hanno iniziato a implementare processi di fatturazione elettronica e/o di conservazione sostitutiva dei documenti a rilevanza contabile e fiscale; tuttavia l’abbandono della carta a favore del supporto informatico ha ancora una diffusione piuttosto limitata rispetto ai benefici che la sua applicazione diffusa potrebbe generare.
Questo incontro vuole dunque essere una guida operativa per imprese e professionisti in merito alle nuove possibilità offerte dalle recenti disposizioni di legge, che richiedono per una loro corretta applicazione un’accurata analisi di tutti gli aspetti fiscali, giuridici e tecnologici correlati.
Durante l’incontro cercheremo di approfondire tutto questo ed altro ancora,  grazie all’intervento di analisti, di professionisti e anche di colleghi che ci porteranno la loro esperienza in tal senso.
 
L’incontro è indirizzato ai Responsabili ICT e a tutte le funzioni aziendali interessate a queste problematiche quali i Responsabili Amministrativi, Fiscalisti, Responsabili di Organizzazione.
 
 
 
 
 
A G E N D A
 
 
14,00   Registrazione dei partecipanti
 
 
14,15   Apertura dei lavori
Elena Battini
Consulente di Direzione e Consigliere Aused
 
14,30   La Digitalizzazione dei Processi Operativi:
i benefici per le organizzazioni
Alessandro Perego
Professore Associato presso il Politecnico di Milano
           
           
15,15   Lo stato dell’arte della normativa
Federico Campomori
Fiscalista
              
 
16,00   Coffee break
 
 
16,15   Soluzioni per la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva dei documenti aziendali. Case History Clienti
Claudio Paiola
Direttore Business Unit Trusted Doc Solutions INTESA
           
17,30   Dibattito
 
 
18,00   Chiusura lavori
 
 
La manifestazione è stata realizzata da Elena Battini, Consigliere AUSED.
 
 
Per aderire all’evento:
Segreteria Aused
tel. 02-5464747 fax. 02-55185875
Internet www.aused.org (compilando l’apposito form)
Email: aused@aused.org
 
Sperando in una partecipazione numerosa, per motivi organizzativi preghiamo di comunicare per tempo la propria adesione.

AUSED: Affrontare costi e investimenti ICT nel periodo di crisi

top_banner1Il 19 marzo alle ore 14,30 presso il Misano World Circuit – Misano Adriatico di via Daijiro Kato, 10 Misano Adriatico (RN) si svolgerà l’incontro “Affrontare costi e investimenti ICT nel periodo di crisi”. E’ in questo periodo di crisi complessiva e di revisione dei budget pressochè mensile, che acquista sempre più importanza in ambito ICT la gestione dei costi e degli investimenti, con analisi puntuali, precise, e con l’ottica di poter rivedere anche in corsa il trend di spesa, senza per questo penalizzare il livello di servizio, e il risultato complessivo dei vari progetti in corso e magari avviati in periodo pre-crisi. E’ un traguardo raggiungibile poter effettuare questo tipo di attività, in base alle attuali best practices, o è necessario attuare nuove metodologie “in emergenza” ? Come stanno rispondendo i settori ICT delle varie aziende? Si sta “ripensando” la gestione dei costi e degli investimenti, oppure si rischia di riscoprire metodologie di approccio già ben consolidate in altri ambiti ? Quanto “brucia” la scoperta nella consapevolezza che certe attività erano/sono fuori dal controllo ICT, hanno un potenziale migliorativo ma che non può essere applicato senza investimenti (esigenze applicative non standard, costi TLC, infrastruttura di stampa, consolidamento complessivo, …) ? In questo scenario, alcune aziende esporranno il proprio approccio, e l’adattamento apportato per consentire il superamento di questo difficile periodo. Non solo risposte, ma anche spunti di riflessione aggiuntivi a questo evento AUSED: Per aderire (Entro e non oltre il 13-3-09): Segreteria Aused tel. 02-5464747 fax. 02-55185875 Internet www.aused.org (compilando l’apposito form) Email: aused@aused.org

 

A G E N D A

14,30 Registrazione dei partecipanti

14,40 Saluto e introduzione AUSED

15,00 Intervento Indesit Company: Nei periodi di crisi quanto è flessibile la struttura dei costi IT? Giovanni Bellucci Architecture,Technology,Operation Manager

15,45 Intervento Ariston Thermo Group: Riduzione costi e prioritizzazione investimenti; Giovanni Daconto Group Information Technology Director

16,30 Coffee break

17,00 Intervento Amadori: La discontinuità come opportunità, Gianluca Giovannetti CIO – Amadori

17,45 Discussione aperta

18,55 Chiusura lavori

19,00 Visita guidata dell’Autodromo – L’ICT a supporto del business; Maurizio Damerini General Manager – Santa Monica S.p.A.

20,30 Cena a buffet

Per raggiungere il Misano World Circuit: http://www.misanocircuit.com/autodromo/raggiungerci/

AUSED-Microsoft e il software Role-based: la produttività personale al servizio del business

top_bannerIl 17 marzo 2009 dalle ore  9,30 alle 16.30 avrà luogo un evento AUSED GUPS/Microsoft. Si svolgerà presso la sede Microsoft di via Rivoltana  13/A a  Segrate (Mi).

Nell’ultimo decennio il software ha acquisito la capacità di connettere “isole” di informazioni spesso non collegate tra loro e provenienti da sorgenti eterogenee.  Questo anche grazie all’evoluzione delle piattaforme applicative in grado di fornire alle persone potenti mezzi per comunicare, collaborare e accedere ai dati di cui hanno bisogno. Tuttavia, le future sfide in materia di software non riguardano tanto l’accesso alle informazioni, quanto piuttosto l’attribuzione di un significato ai dati già disponibili. Un software in grado di costruire soluzioni integrate per la gestione aziendale attraverso l’unione dell’esperienza utente di Microsoft Office con quella delle applicazioni per i processi aziendali, e focalizzato sulle attività specifiche di ogni dipendente, contribuisce ad una sempre maggiore efficienza del singolo e al miglioramento della produttività dell’intera azienda.

L’incontro, Organizzato con il GUPS di AUSED e gratuito, rappresenta un’occasione per conoscere le soluzioni Role-based in grado di abilitare gli utenti ad utilizzare in modo ottimale le proprie competenze per  risolvere, in tempi ridotti,  le complessità di un ambiente ricco di informazioni, valorizzando gli investimenti fatti su piattaforma SAP.

Sono previsti interventi di Clienti.

 

La manifestazione è stata realizzata da MICROSOFT in Collaborazione con il GUPS AUSED cui va un caloroso ringraziamento.

 

AGENDA

9,30      Registrazione dei partecipanti

10,00    Saluti AUSED-GUPS e MICROSOFT

10,15    Processi di business e produttività personale; il valore dell’integrazione

Alberto Branchesi

Industry Solutions Specialist Microsoft Italia

10,45    SAP@MICROSOFT: uso di applicativi basati su SAP per il successo del business di Microsoft

Marcello Caenazzo

Southern Europe IT Director, Microsoft

11,15    Coffee break

11,30    Dalla Business Intelligence alla Business Productivity

Giorgio Moia

Responsabile Innovazione, Siemens

 

12,15    Esperienza di una grande azienda retail

Mauro Bartoletti, Senior European CRM Manager, Epson

 

13,00    Pranzo

 

 

Sessione pomeridiana 1  

Microsoft VoIP Computer Center: la soluzione software Unified Communication in azione

 

(Coffee break alle ore 15)

 

Sessione pomeridiana 2

Come realizzare soluzioni Role – Based integrando l’esperienza di Microsoft Office con quella delle applicazioni per i processi aziendali

 

 

Per aderire all’evento:

Segreteria Aused

tel. 02-5464747 fax. 02-55185875

Internet www.aused.org (compilando l’apposito form con nelle note la specifica delle scelte)

Email: aused@aused.org segnalando le scelte