Insufficiente considerazione per i tempi di risposta del sito web? Una ricerca mondiale ne analizza i rischi

Lo scenario peggiore quando si parla di applicazioni web da mobile.

mobile1Ritardi, anche minimi, nei tempi di risposta del sito possono avere un impatto considerevole sulla soddisfazione del cliente e sul numero di pagine visitate, così come sui tassi di conversione e di abbandono del sito stesso[1].

Una percentuale sorprendente di aziende (il 32%), nonostante sia al corrente di questo rischio, non monitora – o non sa se il proprio sito aziendale sia monitorato – su base 24×7. Questi nuovi dati sono emersi dalla ricerca mondiale e indipendente condotta da Vanson Bourne e commissionata da Borland, società Micro Focus (LSE: MCRO.L).

A conferma dell’assenza di monitoraggio delle prestazioni dei siti web, spesso di prima generazione e risalenti alla metà degli anni novanta, uno sconvolgente 26% di CIO – proveniente da 590 organizzazioni di tutto il mondo – ammette di non essere a conoscenza dei tempi di risposta del sito aziendale, in relazione ad operazioni anche molto critiche, tra cui gli acquisti e le transazioni online e la possibilità di recupero dei dati degli utenti registrati.

In particolare, le società che operano nei servizi finanziari, nel retail e nei media/intrattenimento ammettono di avere scarse informazioni rispetto a transazioni da e-commerce di grandi dimensioni – rispettivamente solo il 23%, 24% e 25%.

La soddisfazione del cliente è a rischio per l’80% delle aziende.

Quando si tratta di fronteggiare un problema:
• Il 72% degli intervistati ammette di non essere tempestivamente informato riguardo alle problematiche del sito
• L’80% degli intervistati non sempre è in grado di risolvere le problematiche del sito, prima che arrivino al cliente; questa percentuale cresce nei settori dei media/intrattenimento e dei servizi finanziari (rispettivamente il 90% e 87%)

Con le applicazioni web da mobile la situazione peggiora
• Il 34% dei CIO non considera i tempi di upload del sito da dispositivi mobili e il 36% non effettua controlli sulla velocità delle applicazioni da mobile
• E questo nonostante gli stessi intervistati affermino che lascerebbero dopo pochissimi secondi un sito che non abbia adeguati tempi di risposta

Le aziende sono poco preparate ai picchi di traffico e non amano il testing

Nonostante il 79% dei CIO sia al corrente dell’eventualità di picchi nel traffico web – provocati, ad esempio, da promozioni in particolari periodi dell’anno – il 44% di loro non effettua simulazioni di performance del sito o attività di testing. Questo avviene spesso per mancanza di comunicazione tra marketing e reparto IT:
• Il 69% dei CIO non è a conoscenza delle promozioni marketing e, conseguentemente, non può pianificarle per garantire migliori prestazioni del sito
• Il 73% degli intervistati non è a conoscenza di specifiche attività di lancio, prima che esse avvengano

Valentino Magri, Solution Consulting Team Leader di Micro Focus Italia, ha dichiarato: “Gli utenti, al giorno d’oggi, evitano i siti con tempi lunghi di risposta. Questi risultati sono dunque molto sorprendenti; l’88% dei navigatori ha una scarsa propensione a visitare nuovamente un sito web dopo un’esperienza negativa e quindi, conservare un approccio di tipo passivo rispetto alle prestazioni del proprio sito web significa correre gravi rischi in termini di reputazione e, per i siti di e-commerce, anche in termini di ricavi. Questo risultato dimostra come un sito web dalle prestazioni elevate rappresenti un vantaggio competitivo per le aziende, perché consente di offrire un’esperienza positiva all’utente e le aiuta a vincere la gara della fidelizzazione e acquisizione di nuovi clienti”.

[1] Un secondo di ritardo nella risposta del sito equivale alla perdita dell’11% in termini di page view, del 16%di customer satisfaction e 7% di conversione verso l’acquisto. Ad esempio, un secondo di ritardo nel caricamento della pagina di Amazon costerebbe annualmente 1.6 milioni di dollari in sales (Aberdeen Group)

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